Monografie e Capitoli in opere collettanee

Collana: Etica e Talenti

In letteratura filosofico-morale da qualche tempo è emerso e si sta studiando il tema delle epistemic virtues, vale a dire di quelle virtù che permettono la produzione di buona conoscenza, dove quel buona è da intendersi sia in senso epistemico, vale a dire affidabile, che in senso morale e cioè con riferimento a fini buoni. Il passaggio ulteriore che in questo libro l’autore propone di compiere è quello di osservare l’attività scientifica nel suo aspetto più qualificante e delicato, vale a dire quello del metodo, per cogliere come proprio in questa dimensione la realtà morale sia profondamente presente. In completa antitesi rispetto a un positivismo di massima che vorrebbe escludere ogni riferimento alla sfera personale dal regno della metodologia della scienza, l’analisi intende esplicitare come il metodo – vale a dire il percorso di accesso ai fini propri delle discipline scientifiche – sia esso stesso in origine un’educazione morale dello sguardo. Una capacità di vedere-come, dove il taglio formale che la mente porta sulla realtà è appunto un’ipotesi operativa con un carico di progettualità la quale veicola un tratto etico, e cioè una forma di dover-essere.


Collana: Etica e Talenti

Il libro analizza questioni di etica applicata lette attraverso un’antropologia normativa che ha il proprio fondamento nella dottrina dell’analogia. L’idea centrale è che, così come l’essere si dice in molti modi, allo stesso modo l’uomo, che è poi colui che dice l’essere, si dice in altrettanti modi. Nel dire “l’uomo è”, non c’è predicato che possa colmare adeguatamente quanto preannunciato dal verbo. Questa forma di trascendenza, intravista dall’analogia dell’essere, viene messa a tema nei diversi ambiti di filosofia morale applicati all’attuale contesto tecno-scientifico. Normalmente appannaggio dei pochi esperti di filosofia antica e medievale, la dottrina dell’analogia viene qui dispiegata nel suo potenziale esplicativo in rapporto a temi come la percezione, la conoscenza, la fisiognomica, la libertà, il digitale, il Transumanesimo, l’intelligenza artificiale, l’eterno ritorno e la morte. Lungi dall’essere un’idea antiquata, l’analogia viene presentata come il tratto specifico del pensiero umano che non subisce l’obsolescenza dei tempi digitali, anzi ne determina il corso.


Autori: V. Tambone, G. Ghilardi

Collana: Etica del lavoro ben fatto

Medicine is a particular discipline, not exactly a science, not technically an art, but a “practice” that has at its core the patient, the doctor, the family, the nurse… being a multidimensional reality, like all human realities. This clinical practice consists primarily in the ability to lean competently over the patient.
The particular mixture of action and theory, science and practice, ethics and epistemology that animates the clinical action is difficult to classify under a single descriptive lens, which is why we have chosen the prism of philosophy and deontology as an instrument of investigation. Just as science is not only method, but also creativity, interpretation and relationship, and can therefore be narrated following all these aspects.
Clinical practice can be illustrated in its fundamental components from a broad perspective that avoids, as far as possible, the shallows of last century’s reductionism; however, aware that every analysis is basically a reduction, we have tried to temper its effects through awareness and cooperation with other disciplinary areas.


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