Monografie e Capitoli in opere collettanee

Collana: Filosofie

“Tu cosa preferisci? Un medico che ti tenga la mano mentre muori o un medico che ti ignori mentre migliori?! Certo che sarebbe davvero terribile un medico che ti ignora mentre muori!”. Con questa frase Hugh Laurie, l’attore inglese che impersonava il Dottor House nell’omonima e fortunata serie televisiva, catturava perfettamente l’idea un po’ cinica ma efficace dello scienziato oggettivo e anaffettivo. Quando cioè il camice bianco è vestito come corazza contro gli “inquinanti soggettivi”. In questa “matrice House” però manca una casella, quella del “medico che ti tiene la mano mentre migliori”: lo scienziato buono, non semplicemente il buono scienziato. Si può dire di più, spiegando quale relazione vi sia tra la bontà professionale, l’essere cioè capaci di produrre conoscenza affidabile, e la bontà morale, l’essere buoni in senso generale. Seguendo da vicino la prassi scientifica come si realizza nei laboratori, si valutano i modelli di interazione tra scienza ed etica: la morale della conoscenza.


Il ragionamento clinico è l’elemento essenziale della Metodologia Medica, il procedimento ordinato a raggiungere la conoscenza o, almeno, a ricercarla, e che mira, nello specifico, a formare un professionista in grado di coniugare conoscenza scientifica e capacità di agire, sempre nel rispetto dei valori umani e, quindi, nel vero interesse della società civile.


Lo studio sulle neuroscienze tenta di colmare il profondo divario tra il mondo della riflessione filosofica e quello della ricerca sperimentale. In questo lavoro si trovano le risposte a questi quesiti unite alla proposta di una concezione più profonda ed epistemologicamente consapevole della temporalità da utilizzarsi in sede sperimentale


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